CineLab con le scuole


IL CINEMA ARCOBALENO FA SCUOLA!

Il cinema è un linguaggio universale, che permette di arrivare a chiunque più di mille parole e discorsi!

Ecco perché abbiamo scelto di utilizzare le arti visive come strumento per raccontare storie di “straordinaria normalità”, quelle di tutte le persone lgbtqi*, quelle di una comunità che chiede pari diritti e di non essere più discriminata e non riconosciuta.

Quest’anno la seconda edizione del “Salento Rainbow Film Fest” ha voluto stringere una fortissima collaborazione con gli istituti scolastici della città: perché è dai luoghi di istruzione che bisogna partire, creando un laboratorio costante di scambio di esperienze dove non si arricchiscono solo studentesse e studenti, ma anche tutti noi. La scuola in una manifestazione culturale di questa portata ha un ruolo importantissimo: ben 150 studenti sono stati attivamente coinvolti, in modalità diverse, nel corso di questi mesi preparatori al festival, e tutti hanno dato il loro contributo alla realizzazione della nuova edizione.

Insieme al Liceo Artistico “Ciardo Pellegrino” e l’associazione “Agedo Lecce”, abbiamo attivato a scuola dei laboratori per l’educazione alle differenze, coinvolgendo sette classi dell’istituto, che saranno inoltre ospiti della prima giornata di festival per assistere alla proiezione del documentario “Non so perché ti odio” di Filippo Soldi, e al relativo dibattito con l’autore.

Sempre in collaborazione con il liceo artistico, abbiamo formato una “Youth Jury”, una giuria dei giovani coordinata da Djamila Borra (regista Sky e Rai) che premierà e valuterà alcune proiezioni inserite nel programma del festival di quest’anno, scelte in base a criteri di contenuti, seguendo il filo conduttore del percorso laboratoriale attivato a scuola.

Insieme al Liceo Scientifico “De Giorgi” di Lecce, abbiamo creato un team di studentesse e di studenti che ha realizzato la traduzione e sottotitolaggio di un documentario internazionale presente all’interno della rassegna. Tutti gli studenti coinvolti riceveranno un riconoscimento di merito scolastico per la loro attività.

Se di sensibilizzazione si deve parlare, tutto deve avere inizio dai ragazzi e dalle scuole. Per raccontare loro di straordinaria normalità, per spiegare l’importanza del rispetto per tutti, per dar voce alle preziosissime idee dei giovani.

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